Può essere anche la più nobile. Incontestabilmente è la più misteriosa, la più affascinante e la meno conosciuta. Negli archivi dell'Alta Garonna, un documento del 1411 parla di un certo "Antoine, distintosi a Tolosa" per la distillazione di vino, dal quale otteneva l'allora chiamata "aygue ardente" o "aygordent" (acqua ardente). Vent'anni più tardi i coniugi Nouvel, sempre a Tolosa, si fecero apprezzare per il loro talento di distillatori e per la qualità del loro prodotto.
Sempre del 1411 è il famoso manoscritto di Auch; in dialetto guascone descrive una trentina di utilizzazioni possibili per l'acquavite di vino: si tratta del primo scritto che ne indica il consumo e i suoi effetti euforizzanti contro la malinconia: "se l'uomo la beve, essa vivacizza l'ingegno e allegria".
A queste date ne vanno aggiunte altre due: il testo di un inventario del 1431, per l'eredità del conte di Vic-Fezensac, cita espressamente fusti ed un torchio, insieme ad altri beni comuni: per la prima volta in uno scritto ufficiale l'acquavite di vino è associata ad una partita di fusti e si fa cenno dell'azione importante del legno sull'acquavite; questa testimonianza già segnala quel fenomeno basilare per l'Armagnac (così come per il Cognac) che è la maturazione nel legno.
La seconda data si rivela una conseguenza logica delle precedenti citazioni, ma è di grande significato: nel 1461, menziona una cronaca dell'epoca, le acquaviti figuravano sul mercato di Saint-Séver come prodotto di smercio la cui vendita era assoggettata a tasse.
Se queste date del XV secolo non possono ritenersi certificati di nascita, garantiscono però che l'esistenza di questa acquavite è anteriore al Whisky, citato per la prima volta nel 1494, e al Cognac, la cui nascita ufficiale è collocata attorno al 1600.
In Guascogna la coltivazione della vite non ha cessato di svilupparsi dall'epoca romana: sappiamo che nel V secolo l'arcivescovo di Auch consigliava gli abitanti della zona di dedicarsi alla vigna . Nei secoli seguenti non mancarono riconoscimenti alla qualità dei vini qui prodotti e nel XII secolo iniziarono i primi commerci di vino con inglesi e olandesi.
La mancanza di agevoli vie di comunicazione terrestri fece sì che il commercio del vino si sviluppasse prevalentemente per via fluviale verso i porti di Bayonne e di Bordeaux, soggetti durante i secoli a dazi imposti dai diversi padroni del mare; tra il XV e XVI secolo si sviluppò quindi l'uso della distillazione per ridurre il quantitativo da trasportare e assicurare al prodotto una migliore conservazione.
All'inizio del XVII secolo, la flotta olandese era più potente del mondo; i mercanti olandesi ispezionavano le coste francesi dalla Bretagna ai Pirenei, cercando vino di qualsiasi qualità e concludendo accordi commerciali con viticoltori di ogni parte della Francia.
A causa della difficoltà nel trasporto, produttori e commercianti dell'Armagnac, incitati dagli olandesi, distillavano sistematicamente il loro vino in acquavite, riducendone così il volume di quattro quinti.
Ogni anno quindi gli olandesi, in ottobre, novembre e dicembre, acquistavano grandi quantità di vino francese in parte destinato al consumo interno dell'Olanda (circa un terzo) e per la rimanenza venduto, dopo alcuni ritocchi, sui mercati della Germania e dei paesi del Nord Europa verso marzo e aprile.
Il più comune di questi ritocchi era l'aggiunta di acquavite ai vini leggeri, che così facendo si conservavano molto meglio e piacevano di più ai compratori tedeschi e scandinavi, amanti dei vini forti.
L'acquavite iniziò così a diffondersi: gli armatori olandesi offrivano del vino forte ai loro marinai durante i viaggi e questi ultimi lo richiedevano anche nelle taverne dei porti.
La progressione dei vigneti del Gers raggiunse nel 1804 i 72 mila ettari di estensione , pari a un dodicesimo dell'intero territorio del Dipartimento, che davano 720 mila ettolitri di vino, per due terzi distillato, con una produzione di 50 mila ettolitri di alcool puro.
Mezzo secolo più tardi, i vigneti raggiungevano un'estensione di 96 mila ettari, e nel 1872 i 100 mila ettari, con una produzione di 100 mila ettolitri di alcool puro ottenuto da un milione di ettolitri di vino (pari ai due terzi dell'intera produzione della regione).
Subito dopo, però, la filossera raggiunse i vigneti dell'Armagnac e in un decennio distrusse tre quarti delle vigne, i reimpianti furono lenti e onerosi in un paese senza altre risorse, che questo flagello aveva portato in una situazione di grave crisi. Nel 1937, la produzione fu di soli 5 mila ettolitri di alcool puro, anche a causa della crisi economica e della cattiva annata; nel 1939 alla vigilia della seconda guerra mondiale, si distillarono solo 250 mila ettolitri di vino, pari a 22 mila di alcool, su una produzione regionale di 1.800.000 ettolitri di vino, prodotti da 53 mila ettari di vigneto.
L'Armagnac
L'Armagnac è una regione della Francia sud-occidentale; i suoi confini si inscrivono curiosamente e simbolicamente nei contorni precisi di una foglia di vite. L'Armagnac è però anche la più antica acquavite di vino del mondo, distillata e consumata già nel XV secolo.


