L'alambicco dell'Armagnac è interamente in rame, metallo in grado di resistere agli attacchi degli acidi del vino. La sua caratteristica è la distillazione continua, senza ripasso; il raffreddamento dei vapori nella serpentina avviene facendo passare il condotto nel recipiente che contiene il vino ancora da distillare, che viene così preriscaldato prima di essere immesso nella caldaia dell'alambicco. La regolazione dell'alambicco avviene sorvegliando il grado dell'acquavite all'uscita e agendo sul flusso di entrata del vino e sull'intensità del fuoco. La distillazione tradizionale avviene a 52/56 gradi alcolici.
Negli ultimi anni l'alambicco a ripasso "charentais", utilizzato per il Cognac, si è affiancato in alcune distillerie all'alambicco continuo o "armagnacais". Non mancano i sostenitori dei due diversi metodi di distillazione: in realtà l'alambicco continuo richiede vini di migliore qualità ed un invecchiamento molto più lungo, in quanto il distillato è più ricco di sostanze bisognose di lunghi anni di affinamento. Il gusto moderno e ragioni economiche, giustificano la produzione di acquaviti più leggere e di veloce affinamento.
La distillazione
Fino all'inizio del secolo, verso la metà di novembre, per le strade dell'Armagnac si incontrava una specie di locomotiva in rame, tirata da una coppia di buoi: era l'alambicco ambulante, che era portato nelle diverse proprietà, sistemato presso un mucchio di tronchi di quercia ben seccati e messo in azione. Il distillatore conduceva la distillazione curando i gorgoglii del vino e il tubo dello scalda-vino. Con getto fine e continuo, il nuovo Armagnac colava nel fusto, che riempiva in 8/12 ore. Questi alambicchi ambulanti, allora un centinaio, sono oggi sostituiti da apparecchi fissi nelle distillerie.


